martedì 16 febbraio 2010

Un altro sgombero: quanto civile può essere considerata l'Italia

Inoltro una lettera che mi è appena pervenuta. Come sempre, non vedo il bisogno di ulteriori commenti.


Lettera di Bianca (mamma scuola Feltre): bianca.zirulia@fastwebnet.it

Cari amici,
martedì mattina pare proprio che avverrà lo sgombero dell’'insediamento rom presso il laghetto di Redecesio.
Nemmeno l'’appello di don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana, a fermare gli sgomberi almeno durante l’inverno sembra venire ascoltato.
Si tratta di un campo di circa 30 famiglie, tutte famiglie con bambini (circa trenta), rifugiatesi lì a seguito dello sgombero di Novembre di via Rubattino.
Dieci di questi bambini da due anni frequentano con grande motivazione e, a questo punto devo dire con inimmaginabile tenacia, le scuole di Lambrate (scuola di via Pini, di via Feltre e di via Cima).
Non entro neanche nel merito della illegalità dell'’insediamento che è evidentemente abusivo. Infatti credo conoscerete la situazione di estrema povertà delle famiglie rom rumene al centro di una vera e propria persecuzione negli ultimi mesi a Milano (Ricorderete l’accorato appello, a S.Ambrogio, del cardinale Tettamanzi agli amministratori cittadini).
Questo inutile ennesimo sgombero ai danni di queste famiglie povere e disperate cosa provocherà?
Si verificherà davanti ai vostri occhi quello che è successo a Lambrate nei giorni successivi al 19 novembre.
Gente affamata e infreddolita che si è aggirata per giorni con carrelli della spesa e bimbi per mano, chiedendo ospitalità nelle chiese e che ha dormito per strada infagottando i bimbi piccoli nelle coperte.
Uno spettacolo inimmaginabile in un paese civile, che ha scosso le coscienze di molti cittadini, purtroppo più di quelle degli amministratori.
Vi chiediamo di avvisare e possibilmente di mobilitare i vostri volontari per essere presenti e dare assistenza lunedì mattina al campo (ingresso da viale Umbria).
Le maestre si stanno organizzato per portare comunque i bambini a scuola e non far vivere loro l’ennesima violenza.
Il nostro obiettivo, come genitori ed insegnanti delle scuole di Lambrate, insieme a S.Egidio, Padri Somaschi e Naga è di salvare tutto il possibile delle trame intessute dell’integrazione di queste persone e, punto fondamentale, di ottenere le condizioni perché questi bambini possano continuare a venire a scuola.
La loro scolarizzazione è l’'unica speranza per un loro miglior futuro ma anche per il nostro insieme a loro.
Un saluto
Bianca (mamma scuola Feltre)

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