Evvai.
Stavolta le belle notizie arrivano dalla stampa USA. O meglio la bella notizia, visto che della nostra eclettica e vitale attività politica qui, ovviamente, non c'è segno di vita. E quando c'è, preferirei che fossimo completamente ignorati.
L'unico articolo sulle vicende politiche italiane è uscito qualche giorno fa (NY Times dell' 11/1) e riguarda le vicende di Rosarno. Per comodità traduco direttamente le parti salienti.
"(...) I disordini sono iniziati giovedì notte (7/1) a Rosarno dopo che un immigrato regolare togolese è stato assalito e ferito da cittadini italiani in una vicina città (...) Le immagini emerse dalla Calabria durante il weekend sono un vivido esempio delle crescenti tensioni razziali in Italia, un Paese nel quale economia legale e sommersa si fondano sempre più sul lavoro degli immigrati ma allo stesso tempo rimane un forte contrasto tra accettazione e xenofobia (...) La sommossa ha inoltre portato alla luce un aspetto che sicuramente non compare negli itinerari turistici. Le autorità, nei giorni successivi, hanno iniziato a RADERE AL SUOLO gli accampamenti attorno a Rosarno, dove centinaia di immigrati vivono in quelle che le organizzazioni per i diritti umani definiscono CONDIZIONI DISUMANE. Per il loro lavoro di raccolta nei campi sono pagati una miseria, lavoro che molti italiani considerano al di sotto dei propri standards. Ciò mette in luce uno scenario che tutti conoscono ma di cui nessuno parla: MOLTE realtà economiche italiane sono basate sullo sfruttamento della manodopera straniera che vive in condizioni inaccettabili, in un regime di semi-schiavitù e senza la tutela dei diritti umani. (...)"
Negli ultimi anni, il Primo Ministro Silvio Berlusconi ha introdotto forti provvedimenti anti-immigrazione. Non ha in alcun modo commentato i fatti di Rosarno.
Ma (purtroppo, ndr) il ministro Roberto Maroni l'ha fatto. "Nell'intervista rilasciata sabato (9/1) il ministro ha affermato che la situazione di Rosarno era il frutto di un tipo erroneo di tolleranza. Il giorno prima, aveva detto che i disordini erano il frutto di troppa tolleranza.
Mr. Maroni ha inoltre sostenuto la proposta di legge introdotta dal suo partito che stabilisce il tetto massimo di studenti immigrati nelle scuole pubbliche al 30%."Parlano lingue che gli studenti italiani non capiscono e ciò influisce su un mancato equilibrio nelle classi." Non capisco come nessuno prima di lui fosse arrivato ad una riflessione così intelligente e rivelatrice. Anzi, ora che ci penso. Mmm... Heil Maroni, tu ezere proprio bela perzoncina.
Generalizzare è sempre sbagliato; in più sono sicuro che i newyorkesi sono culturalmente preparati a non farlo mai. Ma, da quando sono qui, ho sempre il timore di girare l'angolo e trovare qualcuno che mi addita ridendo di me. Ma non sarà così facile: ho sempre tenuto nascosta la mia provenienza.
Preferisco essere un immigrato clandestino.
Speriamo davvero di non dever sentire ulteriormente episodi di intolleranza e violenza. Un mondo migliore è un mondo in cui c'è spazio per tutti ovunque e sempre
RispondiEliminaCiao, sono Valerio.
RispondiEliminaGuarda Krist, a giudicare da quello che ho visto all'estero gli italiani emigrati sono esattamente quello che noi diciamo degli immigrati qua.
Mi fermo alla fenomenologia, ma da qualche parte ci deve stare un problema.